Black Highway: Dom Flemons

Screen Shot 2019-04-01 at 11.52.48 AM.png

Cowboy neri, così si intitola l’ultimo lavoro di Dom Flemons. Titolo azzeccatissimo in quanto il membro fondatore dei Carolina Chocolate Drops, in questo disco per lo Smithsonian Folkways Recordings, recupera materiale principalmente di tradizione country e della golden era del West e lo ripropone a modo suo, guardando avanti (soprattutto per trasmettere alle nuove generazioni) ma con un occhio nello specchietto retrovisore. Ovvero nello stile che contraddistingue il lavoro dei Carolina Chocolate Drops (ma si veda anche l’ottimo Freedom Highways di Rhiannon Giddens dello scorso anno). Black Cowboys però non è solo questo. E’ un’operazione culturale di grande importanza, lo si evince dalle note che accompagnano il disco, quasi un saggio per dimensioni e dal lavoro che è stato fatto sulla scelta del materiale da riproporre: brani di tradizione country, ballate western, field-hollers, proto-blues, brani di tradizione popolare (alcuni di questi ripescati dal lavoro immenso fatto da John e Alan Lomax nei campi del sud degli Stati Uniti).

Di “peso” sono anche i musicisti che accompagnano Dom Flemons in questa avventura epica: Alvin “Youngblood” Hart chitarra e slide, Jimbo Mathus al mandolino e armonica, Stu Cole al contrabbasso, Dante Pope alle percussioni e Brian Farrow al violino. Curiosa la scelta di Dom Flemons che utilizza principalmente delle chitarre acustiche Fraulini (di chiara origine italiana) che venivano usate fra gli altri da Leadbelly fra fine ‘800 e inizio ‘900. Il cowboy nero non è soltanto un mito creato da Hollywood (Django Unchained e Silverado, per dirne due), ma un fatto che viene qui esaminato e convalidato da prove storiche, rendendo giustizia a chi ha costruito la storia degli Stati Uniti ma è stato dimenticato, vuoi per distrazione vuoi per semplice stereotipo, e narrandone le vicende. Entrare nei dettagli e in tutte le sfumature di questa raccolta va ben oltre i nostri scopi (e lo spazio a disposizione), quindi rimandiamo alla vostra lettura personale questi aspetti e ci preoccupiamo solamente della musica.

Read more here. 

Leave a Reply